Le Spese Straordinarie per i Figli

LE SPESE STRAORDINARIE PER I FIGLI: DEFINIZIONE E RIPARTIZIONE DEI RELATIVI ONERI

Nota a margine di una sentenza del Tribunale di Roma dell’ottobre 2013

Il Codice Civile non contiene una espressa disciplina in ordine alle “spese straordinarie” integrative dell’ assegno per il mantenimento dei figli .
Infatti l’art. 155, co. 2 c.c., ora migrato nell’articolo 337 ter c.c. ( D.L.28.12.2013 n.154 ), stabilisce la misura e il modo in cui ciascun genitore deve contribuire al mantenimento, alla cura, all’istruzione e all’educazione dei figli, senza specificare però quali sono le spese ordinarie che rientrano nell’assegno necessario per il mantenimento dei figli e quelle straordinarie che, anche se non eccezionali, sono comunque escluse dall’assegno di mantenimento ordinario.
Dopo l’entrata in vigore della legge sull’affidamento condiviso (L.54/2006) si è andato via via formando anche il concetto di spese “accessorie” che sembra voler superare quello abbastanza vago di “spese straordinarie”.
Per spese accessorie si intendono quelle spese che integrano e si aggiungono alla quota ordinaria stabilita a carico del genitore non affidatario, mentre per spese straordinarie ci si riferisce a quelle spese caratterizzate dai requisiti dell’occasionalità e imprevedibilità.
Sulla attribuzione e ripartizione delle spese straordinarie si è molto dibattuto e il tema ha suscitato non pochi contenziosi. Spesso, infatti, la mancata puntuale indicazione dell’oggetto delle spese straordinarie ha determinato incertezze di difficile soluzione anche per la assoluta vaghezza sia del concetto stesso di spese straordinarie sia dei provvedimenti giurisdizionali.
Ho colto dunque con grande piacere una interessante e recentissima pronuncia del Tribunale di Roma ( ottobre 2013 ), resa nell’ambito di un giudizio di divorzio, che torna al concetto di spese straordinarie suddividendole con grande precisione.
La sentenza infatti distingue gli esborsi necessari dagli esborsi non eccezionali.
Nella prima categoria degli esborsi necessari per i figli devono distinguersi quelli definibili come ordinario mantenimento: il vitto, l’abbigliamento, il contributo abitativo, le tasse ed il materiale scolastico, le spese per la mensa scolastica, i medicinali da banco e il costo dei trasporti in città; tale categoria di esborsi è indispensabile per il vivere quotidiano, ed è perciò compresa nel mantenimento ordinario.
Per quanto concerne invece gli esborsi non eccezionali, la pronuncia sottolinea che devono essere comunque esclusi dal mantenimento ordinario in quanto attengono a scelte educative che, in quanto tali, richiedono prima di essere effettuate un accordo tra i genitori.
L’accordo e la condivisione, come noto, sono i punti cardine dell’affidamento condiviso e del nuovo concetto di responsabilità genitoriale.
Negli esborsi non eccezionali il Tribunale comprende le spese per gite scolastiche, spese sanitarie diverse dai medicinali da banco, cure ortodontiche ed oculistiche, sport e campus estivi; tali esborsi - specifica la sentenza - non possono essere ritenuti imprevedibili.
In questo caso è previsto il previo accordo delle parti e il rimborso da parte del genitore nei confronti dell’altro genitore, titolare di assegno di mantenimento, solo se tali spese hanno comportato un esborso superiore al 20 % dell’assegno di mantenimento ordinario.
La terza ed ultima categoria di esborsi è quella che secondo il tribunale deve essere considerata sia per l’ammontare dell’esborso sia per l’assoluta imprevedibilità una spesa a tutti gli effetti straordinaria.
Anche in questo caso ovviamente è richiesta la concertazione tra i genitori.
In tali spese sono comprese le autovetture ed i ciclomotori, viaggi d’istruzione e di piacere, ripetizioni e corsi di lingue ed attività artistiche, cellulari e ricariche, cure estetiche, informatica, attività sportive di carattere agonistico e relativa attrezzatura.
Tali spese straordinarie sono poste a carico dei genitori nella misura del 50 % ciascuno.
Il diritto / dovere di concordare le decisioni di maggiore interesse per i figli non attribuisce automaticamente al genitore non convivente un diritto di porre degli ostacoli sulle richieste avanzate dall’altro genitore, ma impone al genitore di esprimere dei motivi validi a fondamento del dissenso; altrimenti in caso di mancato accordo sarà comunque necessario ricorrere al giudice.
In ogni caso e’ sempre auspicabile che la coppia genitoriale, anziché ricorrere continuamente al giudice per dirimere delle controversie di tipo meramente economico, ripensasse al concetto intrinseco di condivisione e bigenitorialità che sono alla base dell’affidamento condiviso.
Il vero interesse del minore può e deve essere recuperato dai genitori solo se questi ultimi responsabilmente sono in grado di preparare e condividere un progetto educativo per i propri figli che non indichi esclusivamente i tempi di frequentazione padri / figli ma contenga le scelte educative e le decisioni di maggior interesse per i minori e quindi i relativi esborsi economici.
In tale percorso di sostegno e presa di coscienza del proprio ruolo genitoriale gli avvocati, opportunamente formati e culturalmente avvezzi a tali tematiche, possono contribuire in modo determinante alla soluzione dei possibili conflitti tra i genitori.
In tale ottica non posso non ricordare altri due strumenti utili per realizzare il progetto educativo nel momento di crisi della coppia genitoriale che può utilmente ricorrere alla mediazione familiare oppure ad un percorso di diritto collaborativo.
Con il primo strumento i genitori potrebbero riprendere il dialogo volto ad elaborare in prima persona degli accordi soddisfacenti per se stessi e per i loro figli.
Con il metodo collaborativo invece la coppia può avvalersi di un team di professionisti, avvocati, commercialisti e psicologi, nel trovare una soluzione ragionata alla crisi del rapporto con riferimento sia all’affidamento dei figli sia al loro mantenimento con uno sguardo attento alle risorse patrimoniali dei genitori.

 SPESE STRAORDINARIE

ESBORSI NECESSARI:

(indispensabili per il vivere quotidiano, compresi nel mantenimento ordinario)

Il vitto, l’abbigliamento, il contributo abitativo, le tasse ed il materiale scolastico, le spese per la mensa scolastica, i medicinali da banco e il costo dei trasporti in città

ESBORSI NON ECCEZIONALI:

(straordinarie, prevedibili)
Richiedono previo accordo tra le parti

Gite scolastiche, spese sanitarie diverse dai medicinali da banco, cure ortodontiche ed oculistiche, sport e campus estivi 

ESBORSI ECCEZIONALI:

(straordinarie, imprevedibili, di rilevante ammontare)
Richiedono previo accordo tra le parti

Autovetture ed i ciclomotori, viaggi d’istruzione e di piacere, ripetizioni e corsi di lingue ed attività artistiche, cellulari e ricariche, cure estetiche, informatica, attività sportive di carattere agonistico e relativa attrezzatura

 

Roma, 20 febbraio 2014

                                                                                                                           Avv. Francesca Paulucci Baroukh

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